"Del fantasmagorico spettacolo notturno restava solo il soffio della pompa d'eduzione, quella specie di incessante respiro prolungato e faticoso: il fiato d'un orco che nulla poteva saziare e che lasciava ora scorgere il suo grigio pennacchio di fumo." (Parte Prima, Capitolo Sesto)
"Nel totale annientamento del pozzo, anche l'ansimare della pompa d'eduzione non arrivava più che come un rantolo lontano." (Parte Quarta, Capitolo Terzo)
Le pompe di eduzione venivano utilizzate per pompare l'acqua al di fuori delle miniere.
La prima macchina costruita da Watt fu una pompa per estrarre l'acqua dalle miniere, che funzionava con lo stesso principio di quella di Newcomen (Macchina di Newcomen), ma presentava alcune migliorie che ne aumentavano l'efficienza.
venerdì 16 maggio 2014
mercoledì 14 maggio 2014
Il Materasso
"Tutto andava a finire dai rigattieri: la lana dei materassi, le masserizie; qualche mobile, persino."
(Parte Quarta, Capitolo Quinto)
"Intorno, le pareti spoglie testimoniavano già da sole l'agonia della casa. Le fodere dei materassi erano andate a raggiungere dal rigattiere la lana che avevano contenuto." (Parte Sesta, Capitolo Secondo)
Per una cronologia storica, visita Wikipedia.
(Parte Quarta, Capitolo Quinto)
"Intorno, le pareti spoglie testimoniavano già da sole l'agonia della casa. Le fodere dei materassi erano andate a raggiungere dal rigattiere la lana che avevano contenuto." (Parte Sesta, Capitolo Secondo)
| Materasso in lana, come quelli in uso nell'800. |
Per una cronologia storica, visita Wikipedia.
domenica 11 maggio 2014
L'altoforno
"Nessun baluginare di alba nel morto cielo; soltanto gli altiforni vampeggiavano, e con essi rosseggiavano i forni da coke, insanguinando le tenebre senza illuminare l’ignoto." (Parte Prima, Capitolo Primo)
"Sotto il sole che pareva spegnerle, le batterie dei gasogeni e le torri degli altiforni emettevano pennacchi di fumo che, inquinando l'aria, ripiovevano in fuliggine." (Parte Quinta, Capitolo Primo)
"La pianura intorno ormai inghiottita dalla notte; vi bruciavano solo, all'orizzonte, i sinistri fuochi degli altiforni e dei gasogeni." (Parte Quinta, Capitolo Sesto)
L'altoforno è un impianto utilizzato per produrre ghisa a partire dal minerale ferroso. Erano presenti in gran numero nel Germinal, in quanto necessitavano di carbon coke per il loro utilizzo.
"Sotto il sole che pareva spegnerle, le batterie dei gasogeni e le torri degli altiforni emettevano pennacchi di fumo che, inquinando l'aria, ripiovevano in fuliggine." (Parte Quinta, Capitolo Primo)
"La pianura intorno ormai inghiottita dalla notte; vi bruciavano solo, all'orizzonte, i sinistri fuochi degli altiforni e dei gasogeni." (Parte Quinta, Capitolo Sesto)
L'altoforno è un impianto utilizzato per produrre ghisa a partire dal minerale ferroso. Erano presenti in gran numero nel Germinal, in quanto necessitavano di carbon coke per il loro utilizzo.
| Schema Altoforno |
venerdì 9 maggio 2014
Il piccone
"Ma dalla parte del mio uomo, oh essi è dai tempi dei tempi che lavorano nelle miniere! a cominciare dal nonno del nonno! insomma, non si sa da quando; dal primo colpo di piccone che hanno dato a Réquillart." Parte Seconda, Capitolo Secondo
"Da allora si diedero il cambio; l'uno o l'altro era sempre in ascolto, pronto a rispondere al minimo segnale. Non passò molto che distinsero dei colpi di piccone: s'iniziavano i lavori d'approccio, i compagni aprivano una galleria. Non un rumore sfuggiva alla loro attenzione." Parte Settima, Capitolo Sesto
"Da allora si diedero il cambio; l'uno o l'altro era sempre in ascolto, pronto a rispondere al minimo segnale. Non passò molto che distinsero dei colpi di piccone: s'iniziavano i lavori d'approccio, i compagni aprivano una galleria. Non un rumore sfuggiva alla loro attenzione." Parte Settima, Capitolo Sesto
giovedì 8 maggio 2014
L'Associazione Internazionale dei Lavoratori
"Nel suo ingenuo zelo di neofita, nel suo astio di ribelle contro il capitalismo, Stefano insorse. Come «sciocchezze»? si trattava della Internazionale dei lavoratori, della famosa Associazione di cui da poco erano state gettate le basi.[...]
Alla base, la sezione, che rappresenta il comune; poi la federazione che raggruppa le sezioni d'una stessa provincia; quindi la nazione; e sopra la nazione, finalmente, l'Umanità, impersonata in un Consiglio generale dove ogni nazione è rappresentata da un segretario corrispondente. Prima di sei mesi, l'Internazionale conquisterebbe il mondo e detterebbe legge ai padroni riottosi." (Parte Terza, Capitolo Primo)
Un ruolo chiave all'interno del romanzo è rivestito dall'Internazionale, associazione avente lo scopo di creare legami tra le organizzazioni di lavoratori, nell'ottica di una comune lotta contro in capitalismo (per approfondimenti, vedi Wikipedia). Il fondatore della prima Internazionale fu Karl Marx:
Alla base, la sezione, che rappresenta il comune; poi la federazione che raggruppa le sezioni d'una stessa provincia; quindi la nazione; e sopra la nazione, finalmente, l'Umanità, impersonata in un Consiglio generale dove ogni nazione è rappresentata da un segretario corrispondente. Prima di sei mesi, l'Internazionale conquisterebbe il mondo e detterebbe legge ai padroni riottosi." (Parte Terza, Capitolo Primo)
Un ruolo chiave all'interno del romanzo è rivestito dall'Internazionale, associazione avente lo scopo di creare legami tra le organizzazioni di lavoratori, nell'ottica di una comune lotta contro in capitalismo (per approfondimenti, vedi Wikipedia). Il fondatore della prima Internazionale fu Karl Marx:
martedì 6 maggio 2014
La caffettiera
"Intorno alle caffettiere le comari iniziavano la loro giornata, i pugni sui fianchi, le lingue in moto come pale di mulini a vento." (Parte Seconda, Capitolo Secondo)
"Del borgo erano rimaste padrone le donne; e s'invitavano a vicenda a scolare le caffettiere intorno alle tavole ancora calde della grassa mangiata." (Parte Terza, Capitolo Secondo)
"Fu un fringuello dal timbro squillante a strappare il primo premio: una caffettiera in ferro battuto."
(Parte Terza, Capitolo Secondo)
Verosimilmente, a quel tempo in Francia venivano utilizzate caffettiere di questo tipo:
Ulteriori informazioni al fondo di questa pagina: http://www.coffeemakers.it/collezione-mauro-carli-galleria-vacuum.php
"Del borgo erano rimaste padrone le donne; e s'invitavano a vicenda a scolare le caffettiere intorno alle tavole ancora calde della grassa mangiata." (Parte Terza, Capitolo Secondo)
"Fu un fringuello dal timbro squillante a strappare il primo premio: una caffettiera in ferro battuto."
(Parte Terza, Capitolo Secondo)
Verosimilmente, a quel tempo in Francia venivano utilizzate caffettiere di questo tipo:
| Caffettiere francesi del 1850/60 |
giovedì 1 maggio 2014
Le Macchine a Vapore
Le macchine a vapore rivestirono un ruolo chiave nell'economia delle miniere. Venivano utilizzate per vari scopi: per pompare l'acqua al di fuori dei pozzi di estrazione, per muovere il mantice nelle fonderie, e per facilitare l'estrazione e il trasporto del carbone, che a sua volta ha aumentato le potenzialità del vapore.
In particolare nel Germinal una macchina a vapore viene descritta così:
"Era installata in alto a una distanza di venticinque metri dal pozzo; e poggiava così saldamente sulla sua base di mattoni che, pur andando a tutto vapore e sviluppando una forza di quattrocento cavalli, lo scorrere dell'enorme biella, che da una parte emergeva e dall'altra si sprofondava silenziosa come olio, non comunicava alle pareti la minima vibrazione."
Zola sottolinea l'importanza del meccanismo a biella-manovella, che creava un movimento rotatorio anziché
solo alternativo, con aumento di potenza ("quattrocento cavalli") e riduzione di consumi e costi.
La macchina in questione era dotata di pulegge, di cui si parla come di
"Due immense ruote di cinque metri di raggio, ai cui mozzi i due cavi di acciaio si avvolgevano e si svolgevano in senso contrario, girando con tale velocità da non apparire più all'occhio che come mulinelli di polvere grigia".
Ai cavi era collegato un sistema di gabbie che erano utilizzato per la salita e la discesa nel pozzo dei minatori e il movimento del carbone.
In particolare nel Germinal una macchina a vapore viene descritta così:
"Era installata in alto a una distanza di venticinque metri dal pozzo; e poggiava così saldamente sulla sua base di mattoni che, pur andando a tutto vapore e sviluppando una forza di quattrocento cavalli, lo scorrere dell'enorme biella, che da una parte emergeva e dall'altra si sprofondava silenziosa come olio, non comunicava alle pareti la minima vibrazione."
| Macchina a Vapore |
solo alternativo, con aumento di potenza ("quattrocento cavalli") e riduzione di consumi e costi.
La macchina in questione era dotata di pulegge, di cui si parla come di
"Due immense ruote di cinque metri di raggio, ai cui mozzi i due cavi di acciaio si avvolgevano e si svolgevano in senso contrario, girando con tale velocità da non apparire più all'occhio che come mulinelli di polvere grigia".
| Meccanismo di Biella-Manovella |
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